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Piano di Protezione Civile

Scenari di Rischio - Freddo estremo [Sezione 2 - SRG 3.3]

Icona freddo

CRITICITA' METEOROLOGICA

TEMPERATURE ESTREME - FREDDO ESTREMO

SR3.3 RG002


Sezione2

Mentre per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore, è attivo da diversi anni il “Piano operativo per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute” del Ministero della Salute – CCM e del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, per la prevenzione degli effetti del freddo non esiste un piano integrato a livello nazionale. Tale scelta è in parte attribuibile alla scarsa occorrenza di periodi prolungati di freddo intenso nel nostro paese e quindi alle limitate evidenze disponibili sull’impatto di questi fenomeni sulla salute della popolazione nelle città italiane. Il freddo estremo è sovente connesso ad altri scenari di rischio tuttavia è opportuno considerare che in generale per tutti i rischi legati al clima e ai cambiamenti climatici, anche per il freddo la vulnerabilità della popolazione agli effetti sanitari di questa condizione meteorologica è funzione del livello di esposizione (intensità e durata), della «suscettibilità» individuale (stato di salute, caratteristiche socio-demografiche e ambiente di vita) e della capacità di adattamento sia a livello individuale che di contesto sociale e ambientale (percezione/riconoscimento del rischio, disponibilità di risorse). I sottogruppi di popolazione a rischio per gli effetti del freddo sulla salute includono quindi tutte quelle persone che, per condizioni demografiche (età, genere), di salute, socio-economiche e ambientali hanno una minore capacità di risposta fisiologica o minori risorse adattative di tipo economico o comportamentale, quali le persone anziane e i bambini, persone affette da patologie cardiovascolari o respiratorie o da altre condizioni croniche, persone non autosufficienti, i senza fissa dimora, persone che vivono in case poco riscaldate. È importante notare che la fascia di popolazione suscettibile aumenta in occasione del verificarsi di condizioni meteorologiche estreme quali ondate di freddo con precipitazioni intense, anche a carattere nevoso, e venti forti.

L’indicatore per le temperature rigide è la combinazione della temperatura media e della temperatura minima giornaliera, perché entrambe risultano significative per gli effetti sia sui singoli individui sia sulle infrastrutture e sull’ambiente.

La valutazione della criticità per temperature rigide in fase di previsione è articolata in quattro codici colore dal verde al rosso, con soglie di temperatura decrescenti, cui sono stati associati gli scenari di evento associati ed i possibili effetti e danni correlati

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