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Piano di Protezione Civile

Scenari di Rischio - Siccità [Sezione 2 - SRG 3.7]

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CRITICITA' METEOROLOGICA

SICCITA'

SR3.7 RG001


Sezione2

Il cambiamento climatico porterà a una estensione dei periodi di assenza di pioggia in estate, andando ad aggravare la criticità già oggi presente. L’impianto di potabilizzazione, il sistema dei canali storici e la rete irrigua di Bologna sono alimentati in buona parte da un unico corso d’acqua appenninico, il Reno, caratterizzato, già in condizioni naturali, da portate estive molto esigue e profondamente artificializzato nel suo tratto di pianura. A questo si aggiunge il fenomeno della subsidenza, l’abbassamento graduale del piano di campagna dovuto alla costipazione del sottosuolo, fenomeno che tende a peggiorare in seguito all’estrazione di acque dalla falda profonda. L’insieme rende molto problematico l’approvvigionamento idrico di Bologna nel periodo estivo, sia da falda che da acque superficiali; è quindi necessario ridurre al minimo i prelievi. Il sistema di approvvigionamento idrico per i diversi usi opera a una scala più vasta di quella del Comune: sia il sistema acquedottistico (che si approvvigiona da acque superficiali e da falda), sia la rete di adduzione irrigua (alimentata con acque superficiali provenienti prevalentemente da Reno e da Po) servono un territorio che abbraccia tutta l’area metropolitana. È a questa scala, quindi, che vanno ricercate le soluzioni. A livello comunale, i consumi idrici più significativi sono di gran lunga quelli civili. Le misure a cui farà riferimento il Piano di adattamento sono spesso di carattere sovra comunale. Esse puntano da un lato alla riduzione dei prelievi, sia contenendo consumi e perdite, sia utilizzando risorse idriche alternative, dall’altro a sostenere le portate dei fiumi nel periodo estivo. L’obiettivo generale di tutte le misure è garantire un maggior rilascio non solo nel Reno, ma anche nella rete dei canali bolognesi. Per il Reno l’obiettivo di minima a cui far riferimento è il rispetto del deflusso minimo vitale fissato negli attuali strumenti di pianificazione, pari a una portata di 870 l/s. Alla rete dei canali di Bologna va garantito un valore minimo di portata, derivabile alla Chiusa di Casalecchio, di circa 1000 l/s.

La carenza idrica è un fenomeno preoccupante che si presenta con sempre maggiore frequenza e che riguarda almeno l’11 % della popolazione europea e il 17 % del territorio dell’UE. Dal 1980, il numero dei casi di siccità in Europa ha registrato un aumento e un aggravarsi degli episodi, che hanno comportato costi stimati in 100 miliardi di euro negli ultimi trent’anni. Uno dei peggiori periodi di siccità si è verificato nel 2003 e ha coinvolto un terzo del territorio dell’UE e oltre 100 milioni di persone. Negli anni tra il 1976 e il 2006, il numero delle aree e degli abitanti colpiti da siccità è salito all’incirca del 20 % e il costo medio annuale è quadruplicato. La domanda di acqua è in continua crescita in tutta Europa ed esercita una pressione sulle nostre risorse. Si stima che lo spreco di acqua in Europa sia compreso tra il 20 e il 40 % delle risorse idriche disponibili (perdite nelle reti idriche, mancanza di impianti per il risparmio dell’acqua, irrigazione eccessiva e inutile, perdite da rubinetti ecc.). In uno scenario di situazione invariata, i consumi dei cittadini, dell’industria e dell’agricoltura potrebbero aumentare del 16 % entro il 2030. I cambiamenti climatici aggraveranno ulteriormente le 0% problematiche di carenza idrica e siccità.

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