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Piano di Protezione Civile

Scenari di Rischio - Emergenza profughi [Sezione 2 - SRG 12.4]

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SUPPORTO ALLE AUTORITA'

EMERGENZA PROFUGHI

SR12.4 RG001

 

Sezione2

I flussi migratori connessi ad emergenze umanitarie che interessano diversi paesi portano migliaia di persone ad abbandonare la propria nazione. In Italia l'ingresso dei profughi avviene principalmente via mare. La pianificazione nazionale di assistenza prevede che gli enti territoriali partecipino alle attività di accoglienza ed ospitalità.  Le Prefetture al fine di fronteggiare situazioni di emergenza, connesse al verificarsi degli sbarchi di immigrati dispongono interventi di prima assistenza in favore degli stessi, da realizzarsi anche in collaborazione con soggetti pubblici o privati, individuando le strutture con le caratteristiche ricettive ritenute idonee in base alle esigenze.

"Il sistema regionale di accoglienza per richiedenti e titolari di protezione internazionale o umanitaria La competenza della gestione degli arrivi dei rifugiati in Italia è del Governo, che attraverso le sedi territoriali del Ministro dell'Interno (Prefetture) stanzia le risorse per l'accoglienza dei migranti e ne decide la ripartizione numerica nelle diverse Regioni sulla base di un criterio condiviso a livello nazionale con Regioni ed Enti Locali. La Regione Emilia-Romagna quindi non ha competenze dirette sull'accoglienza dei “profughi” ma svolge il ruolo di coordinamento finalizzato sia ad ottenere una distribuzione diffusa dei richiedenti asilo a livello regionale (evitando quindi grandi concentrazioni di migranti in singoli comuni o in singole strutture) sia a garantire processi di integrazione sociale con la popolazione residente. Da tempo, il processo di accoglienza avviene dapprima con la collocazione degli arrivi in un centro di prima accoglienza (HUB adulti) regionale per un periodo variabile tra i 30 ed i 90 giorni, da cui poi escono le persone per essere dislocate nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) dislocati nelle varie Province emiliano-romagnole. I richiedenti asilo vengono distribuiti sui diversi Comuni cercando dove possibile di evitare grandi strutture e grandi concentrazioni: solitamente quindi vengono accolti in appartamenti o piccole strutture. La gestione di questi appartamenti viene affidata, da ciascuna Prefettura, ad un 'ente gestore' (cooperative sociali/associazioni) che si occupa – attraverso fondi statali - dell'accoglienza dei migranti Lo Stato eroga circa 35 euro al giorno per ogni richiedente asilo al fine di garantire la sua accoglienza in modo dignitoso (vitto, alloggio, diaria, tutela legale, accompagnamento ai servizi, mediazione). Oltre ai CAS, il sistema nazionale di accoglienza si compone ordinariamente dello SPRAR, (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), istituito per legge nel 2002 e costituito da una rete strutturale di Enti Locali che con il supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” nella seconda fase di accoglienza ed integrazione territoriale. Gli Enti locali, cioè, volontariamente, possono essere titolari di progetti di accoglienza e integrazione, orientamento legale e sociale rivolti a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria, accedendo, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi per l'asilo. Il sistema regionale di accoglienza profughi La competenza della gestione degli arrivi dei rifugiati in Italia è del Governo, che attraverso le sedi territoriali del ministro dell'Interno (Prefetture) stanzia le risorse per l'accoglienza dei profughi e ne decide la ripartizione numerica nelle diverse Regioni sulla base di un criterio demografico. Le Regioni Emilia-Romagna quindi non ha competenze dirette sull'accoglienza dei profughi ma svolge il ruolo di coordinamento finalizzato sia ad ottenere una distribuzione diffusa dei profughi a livello regionale (evitando quindi grandi concentrazioni di profughi in singoli comuni o in singole strutture) sia a garantire processi di integrazione sociale con la popolazione residente. Da tempo, il processo di accoglienza avviene dapprima con la collocazione dei profughi in un centro di primissima accoglienza (HUB) regionale per un periodo variabile tra i 30 ed i 90 giorni, da cui dovrebbero uscire le persone con la domanda di protezione internazionale già formalizzata. Oppure, nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) dislocati nelle varie Province emilianoromagnole. In seguito i profughi vengono distribuiti sui diversi Comuni cercando dove possibile di evitare grandi strutture e grandi concentrazioni: solitamente quindi i profughi vengono accolti in appartamenti o piccole strutture. La gestione di questi appartamenti viene affidata ad un 'ente gestore' (cooperative sociali/associazioni) che si occupa – attraverso fondi statali - dell'accoglienza dei profughi. Lo stato eroga 35 euro al giorno per ogni profugo o richiedente asilo al fine di garantire la sua accoglienza in modo dignitoso (vitto, alloggio, diaria).. Fa parte del più generale sistema di accoglienza profughi anche lo SPRAR, (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), è costituito da una rete strutturale di Enti Locali che con il supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” .Gli Enti locali, cioè, oltre la sola predisposizione di vitto e alloggio - possono realizzare progetti di accoglienza e integrazione, orientamento legale e sociale rivolti a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria, accedendo, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi per l'asilo." (fonte www.regione.emila-romagna.it -  notizie giugno 2016)

 

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