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Piano di Protezione Civile

Introduzione [Sezione 0]

Sezione 0


I Comuni di Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Valsamoggia e Zola Predosa, attraverso l'Unione delle Valli del Reno, Lavino e Samoggia hanno deciso di creare un servizio di Protezione Civile sovracomunale che sia di supporto ai Comuni al fine di migliorare l'efficienza e rendere un più puntuale servizio in ambito di Protezione Civile alla cittadinanza. Il progetto ha comportato la revisione dei piani comunali esistenti e la loro sostituzione con un unico piano di protezione civile sovra comunale operativo su tutti i territori , che impieghi le risorse disponibili travalicando i confini comunali interni all'Unione per sviluppare un sistema integrato che sia a beneficio di una comunità di più di centodiecimila abitanti estesa su un territorio di oltre quattrocento chilometri quadrati ed al cui servizio lavorano oltre 700 dipendenti tra Comuni e Unione.

La redazione del Piano sovra comunale di Protezione Civile è il frutto di un lavoro, sviluppato e condiviso con i Comuni ed il mondo del Volontariato locale, che ha richiesto una complessa attività di raccolta e di elaborazione ed analisi di dati e di informazioni reperite sia localmente sia attraverso studi, piani, normative ed altro prodotti a livello superiore. La necessità di condensare in un unico documento le conoscenze di base di territori vasti ed eterogenei ha portato allo sviluppo di un elaborato ricco ed articolato che consente a tutti i soggetti coinvolti nel sistema locale di protezione civile di avere a disposizione in un unico contenitore le informazioni necessarie per operare nel tempo differito e nel tempo reale. Per rendere snello e fruibile il prodotto la pubblicazione è stata suddivisa in sezioni facilmente consultabili e utilizzabili con la celerità operativa necessaria durante la gestione delle situazioni emergenziali.

L'impianto del piano di protezione civile ed in particolare la valutazione dei rischi è stato strutturato adattando alle esigenze organizzative locali le metodologie predisposte dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale partendo dal metodo Augustus (pubblicato sul Periodico Informativo del Dipartimento di Protezione Civile nel mensile nr.4 del maggio-giugno 1997) e nel "Manuale operativo per la predisposizione di un piano comunale o intercomunale di protezione civile" dell'ottobre 2007. Debito conto è stato tenuto anche delle "linee guida per la predisposizione dei piani di emergenza provinciali e comunali" di cui alla Delibera di Giunta Regionale nr. 1166 del 2004, aggiornandolo nel 2019 con gli indirizzi di cui alla Delibera n° 1439 del 10 settembre 2018 “Indirizzi predisposizione dei Piani comunali di Protezione Civile” e del DLgs 2 gennaio 2018 “Codice della Protezione Civile”.

Il moderno approccio alla pianificazione di protezione civile garantisce ampio spazio alla comunicazione nell'ottica di un "patto" tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini dove sia condiviso un livello di rischio accettabile partendo dalla considerazione che non esiste l'assenza di rischio nelle dinamiche umane. Attraverso la consapevolezza delle minacce a cui ci si trova normalmente esposti e delle buone pratiche di auto tutela, nella certezza di non essere soli nell'affrontare eventi negativi, la comunità viene stimolata ad un radicamento e un riconoscimento nel territorio di appartenenza al fine di crescere come società resiliente in grado di rispondere fin da subito proattivamente alle situazioni negative, nell'attesa attiva e non passiva di un aiuto esterno che deve essere inteso come intervento sussidiario e non assistenzialista.

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