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Piano di Protezione Civile

Scenari di Rischio - Criticità per Temporali [Sezione 2 - SRG 3.1]

Icona ventoTrombeAria

CRITICITA' METEOROLOGICA

TEMPORALI

SR3.1 RG001

 


Sezione2

I temporali sono elementi caratteristici del clima italiano, traggono la loro origine dal contrasto di masse d’aria conI temporali sono elementi caratteristici del clima italiano, traggono la loro origine dal contrasto di masse d’aria conparticolarità termiche molto diverse, sono più frequenti nella stagione calda in quanto per il Ioro svilupponecessitano di abbondanza di vapor d’acqua in atmosfera; sono fenomeni atmosferici intensi spesso accompagnatida fulmini, raffiche di vento e precipitazioni a carattere di rovescio con elevata intensità oraria che possonomanifestarsi anche sotto forma di grandine (alcuni particolari tipi di fenomeni temporaleschi possono dar luogo atrombe d’aria).Il periodo stagionale più favorevole alla formazione di questi fenomeni suIl’Emilia-Romagna è quello compreso fraaprile ed ottobre, con un picco di frequenza nei mesi di maggio e giugno, anche se non è esclusa la possibilità che sisviluppino temporali anche in altri periodi dell’anno.I temporali sono fenomeni che si possono manifestare in tutto il territorio regionale, sono caratterizzati da unanotevole rapidità di sviluppo con una concentrazione di quantità di precipitazione ed energia in breve tempo(tipicamente dell’ordine dei 10-20 minuti su aree relativamente ristrette) in porzioni limitate di territorio.In particolari situazioni meteorologiche accade che si verifichino le condizioni per lo sviluppo di temporali conintensità “inconsueta” o che i fenomeni rimangano stazionari su uno stesso luogo per un tempo maggiore rispettoalla norma. Questi ultimi casi sono i più pericolosi poiché possono produrre precipitazioni che danno luogo a volumid’acqua largamente superiori alla capacità di smaltimento delle opere di scolo pianificate per temporali ordinari.Allo stato attuale, analizzando le condizioni meteorologiche favorevoli nel corso di una normale formulazione diprevisione meteorologica, risulta spesso individuabile la probabilità che possano svilupparsi temporali più o menoforti su ampie porzioni di territorio (Probabilità: BASSA B - poco probabile <30%, MODERATA M - probabile >30 -<70%, ALTA A - molto probabile >70%o); mentre risulta praticamente impossibile prevedere con ore o giornid’anticipo la puntuale localizzazione e l’effettiva intensità.Esistono diverse tipologie di fenomeni temporaleschi e non tutti producono danni o determinano situazioni dicriticità sul territorio; possono schematicamente essere suddivisi in 2 grandi categorie:NON ORGANIZZATI: sono fenomeni spesso legati aII’orografia e al forte riscaldamento diurno tipico delle giornateestive, non sono associati al passaggio di perturbazioni o altre forzanti meteorologiche a grande scala e sono didifficile previsione poiché la loro formazione dipende quasi esclusivamente da fattori locali non rappresentati neimodelli matematici di previsione. Normalmente danno luogo a rovesci o a temporali di breve durata ed i loro effettial suolo non sono significativi se non a livello puntuale. Si manifestano prevalentemente nelle ore pomeridiane Iungoi rilievi appenninici ed alpini.ORGANIZZATI: sono più prevedibili poiché generati con il concorso di un segnale meteorologico a scala più vasta.Sono dovuti all’interazione fra le caratteristiche del territorio ed il passaggio di un segnale meteorologico in quotaben identificabile (il passaggio di una perturbazione, l’arrivo di aria fredda, la presenza di aria calda e umida al suoloetc..). Generalmente sono più forti e determinano effetti al suolo significativi in quanto organizzati in strutture digrandi dimensioni (di almeno una decina di km), vengono definiti tecnicamente SISTEMI CONVETTIVI ORGANIZZATI.La loro puntuale previsione (in termine di localizzazione, durata ed intensità) rimane comunque incerta anche apoche ore dal manifestarsi. Il tipo di organizzazione di questi sistemi convettivi però (multicellulare, supercella oautorigenerante per esempio) può fornire indicazioni sulla potenziale intensità del fenomeno; sappiamo per esempioche i sistemi convettivi a multicella (i più frequenti sulla regione) spesso generano temporali (ordinari) o al limitetemporali forti mentre, un sistema a supercella (più raro), è sempre sinonimo di temporali forti con alta probabilitàdi formazione di trombe d’aria.

 

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