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Bottone caldoestremo


Le ondate di calore sono condizioni meteorologiche estreme che si verificano quando si registrano temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associati a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione; tali condizioni rappresentano un rischio per la salute della popolazione. Un'ondata di calore è definita in relazione alle condizioni climatiche di una specifica città e non è quindi possibile definire una temperatura-soglia di rischio valida a tutte le latitudini.

Il sistema previsionale del disagio bioclimatico permette, con 72 ore di anticipo, di prevedere l’arrivo di eventuali ondate di calore.

In base ai bollettini elaborati giornalmente da Arpae Emilia-Romagna, le strutture sanitarie della regione attivano le procedure indispensabili a garantire un´adeguata risposta presso le strutture ospedaliere e la fornitura di servizi a domicilio alle persone più vulnerabili e a rischio.

Le previsioni, diffuse attraverso il sito web Rischio calore e via posta elettronica, riguardano l’intero territorio regionale e sono effettuate tutti i giorni, da maggio a settembre, sabato e domenica compresi.

Per ogni provincia sono disponibili previsioni differenziate per le aree urbane capoluogo, le zone pianeggianti, collinari e montane (se presenti).

Il sito web contiene anche consigli utili per affrontare le calde giornate estive, informazioni sanitarie e documentazione, statistiche riassuntive e  dati storici relativi al disagio bioclimatico degli anni passati (dal 2001 al 2015).

Il sistema di allerta e previsione delle ondate di calore, nella nostra regione, è attivo dal 2004 e coinvolge la Sanità, Arpae Emilia-Romagna, i Comuni e le Associazioni di volontariato.

La Regione Emilia-Romagna fornisce ogni anno specifiche linee guida per mitigare gli effetti delle ondate di calore sulle persone più fragili e a rischio di complicanze. Le azioni comprendono principalmente una rete di sostegno e assistenza, della quale fanno parte Comuni e Aziende Usl con associazioni di volontariato e terzo settore. Campagne di informazione, l´attivazione di numeri verdi e l´organizzazione di servizi di assistenza di varia natura completano le azioni per limitare il disagio.

Il sistema di previsione di Arpae alimenta anche il sistema nazionale di previsione allarme attivato ogni anno, da giugno a settembre, dal Ministero della salute, con il supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di epidemiologia del SSR del Lazio, Centro di competenza del Dipartimento della protezione civile

COME LIMITARE IL DISAGIO

  • Bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno) a temperatura non eccessivamente bassa. La temperatura ideale di una bibita, quella che permette un veloce assorbimento e un giusto raffreddamento, è intorno ai 10 gradi. In particolare gli anziani devono prestare particolare attenzione in quanto lo stimolo della sete spesso diminuisce con l´età avanzata.

 

  • Evitare di bere alcolici, caffè, bevande gassate o zuccherate. L´assunzione di bevande alcoliche deprime i centri nervosi e stimola la diuresi, condizioni entrambe sfavorevoli alla dispersione di calore.
  • Mangiare molta frutta e verdure; fare pasti leggeri, preferendo pasta e carboidrati a carne e formaggi fermentati. Evitare di consumare cibi troppo caldi.
  • Evitare di uscire tra le 12 e le 17. Queste non solo sono le ore più calde della giornata ma sono anche quelle caratterizzate dai livelli più elevati di ozono.
  • Vestirsi con abiti leggeri, di colore chiaro, non aderenti, di cotone, lino o comunque fibre naturali. Assicurarsi che i familiari malati o costretti a letto o anziani non siano troppo vestiti.
  • Usare tende o chiudere le imposte nelle ore più calde; limitare l´uso del forno e dei fornelli, che possono contribuire ad aumentare la temperatura in casa.
  • Evitare il flusso diretto di ventilatori o condizionatori e le correnti d´aria.
  • Non lasciare mai nessuno, neanche per brevi periodi, in macchine parcheggiate al sole.
  • Fare bagni o docce con acqua tiepida.
  • Consultare il proprio medico prima di assumere integratori di sali minerali, se si assumono farmaci in maniera regolare.
  • Se la casa è rinfrescata con i climatizzatori, è importante pulirne i filtri periodicamente (sono un ricettacolo di polveri e batteri) e regolare la temperatura a 25-27 ºC, e comunque non troppo più bassa rispetto a quella esterna, in modo da evitare bruschi sbalzi di temperatura, spesso causa di malesseri.
  • Ridurre il più possibile l´utilizzo del pannolino per i bambini e gli anziani.
  • Se si è affetti da diabete o ipertensione o da altre patologie che implicano l´assunzione continua di farmaci, è importante consultare il proprio medico di famiglia per conoscere eventuali reazioni che possono essere provocate dalla combinazione caldo/farmaco o sole/farmaco. Tra le più frequenti, vi è l´eccessiva sensibilizzazione alla luce o i cali di pressione ed il rischio di svenimento. Chi è affetto da diabete deve esporsi al sole con molta cautela perché, a causa della possibile minor sensibilità alla dolore, potrebbe ustionarsi anche in maniera seria.
  • Stare il più possibile con altre persone.
  • Passare più tempo possibile in ambienti con aria condizionata (negozi, o altri luoghi pubblici climatizzati).

COME COMPORTARSI IN CASO DI EMERGENZA

  • Se si assiste una persona vittima di un colpo di calore, colpo di sole o collasso la prima cosa da fare è chiamare i soccorsi. Nell´attesa, far sdraiare la persona colpita in posizione supina in luogo fresco e ventilato con le gambe sollevate ed eseguire delle spugnature con acqua fredda; se la persona è cosciente, somministrare dei liquidi non ghiacciati (non alcool o caffè). Fra le conseguenze del colpo di calore ci possono essere anche contrazioni e spasmi incontrollabili: in questo caso bisogna fare in modo che la vittima non si ferisca, e non deve ricevere nulla da bere o da mangiare. In caso di vomito, controllare che la via respiratoria rimanga aperta magari girando la vittima su un fianco.

  • Nel caso di crampi, non è necessario chiamare il medico. E´ comunque importante cessare ogni forma di attività fisica per alcune ore, riposare in un luogo fresco ed assumere liquidi.

SISTEMA DI SORVEGLIANZA SOCIO-SANITARIA IN OCCASIONE DI EMERGENZE CLIMATICHE LEGATE ALLE ONDATE DI CALORE - AUSL DI BOLOGNA

L’attività di sorveglianza e di allerta è svolta dall'AUSL in collaborazione con il Centro Competenza Nazionale individuato presso il Dipartimento di Epidemiologia SSR - ASL RM 1, la Protezione Civile, l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico S. Orsola-Malpighi, il Comune di Bologna e i Dipartimenti Ospedalieri e Territoriali dell’AUSL di Bologna.
E' attivo un Piano Locale che prevede la definizione delle strutture coinvolte e gli interventi da adottare in caso di ondate di calore.

SITO DEL MINISTERO DELLA SALUTE DEDICATO ALLE ONDATE DI CALORE

 

http://www.salute.gov.it/portale/caldo/homeCaldo.jsp


 Cos'è il disagio bioclimatico

  • Le condizioni di disagio bioclimatico estivo sono definite utilizzando l´indice di Thom. Tale indice combina i valori assunti dai parametri umidità e temperatura per descrivere le condizioni di disagio fisiologico dovute al caldo umido. Le soglie del disagio bioclimatico utilizzate per il sistema di previsione sono state identificate tramite uno studio sulla mortalità condotto nell´area urbana di Bologna relativamente agli anni 1989-2003.

    DEBOLE DISAGIO

    Vengono definite a livello di debole disagio le condizioni bioclimatiche caratterizzate da valori dell´indice di Thom medio giornaliero pari a 24. In tali condizioni la popolazione avverte disagio ma non si riscontrano in media aumenti di mortalità.

    DISAGIO

    Vengono definite a livello di disagio le condizioni bioclimatiche caratterizzate da valori dell´indice di Thom medio giornaliero pari a 25. In tali condizioni le fasce più deboli della popolazione ed in particolare gli anziani, possono manifestare effetti sanitari di varia natura tra cui cefalee, disidratazione e talvolta anche la morte. La mortalità totale, per cause naturali e cardiovascolari aumenta in media di circa il 15%; la mortalità per cause respiratorie fino al 50%. Una parte di questa mortalità aggiuntiva è attribuibile al fenomeno chiamato "harvesting" e rappresenta quindi un anticipo di morte di persone che sarebbero probabilmente decedute in un breve arco temporale.

    FORTE DISAGIO

    Vengono definite a livello di forte disagio le condizioni bioclimatiche caratterizzate da valori dell´indice di Thom uguali 26 (i valori dell´indice medio giornaliero non sono mai superiori a questo valore) o dalla persistenza per 3 o più giorni di livelli dell´indice maggiori o uguali a 25. In tali condizioni si estendono le categorie di persone colpite da patologie legate al caldo. La mortalità totale, per cause naturali e cardiovascolari aumentano in media di circa il 30%. La mortalità per cause respiratorie di circa l´80%. La figura sotto riportata evidenzia come l´incremento di rischio al terzo giorno di persistenza di livelli dell´indice di Thom pari ad almeno 25, sia quasi uguale a quello che si riscontra in concomitanza delle situazioni con indice di Thom pari a singolo valore 26. 

      

    Nella parte testuale del bollettino, inoltre, nel caso si verifichino, in aggiunta al numero di giorni consecutivi di disagio viene segnalata anche una possibile aggravante del disagio: l´assenza di recupero notturno. Il prolungarsi, nei giorni o durante la notte, di condizioni di disagio, costituisce infatti un ulteriore elemento di stress per l´organismo.

 

(Fonte: https://arpae.it/ )


APPROFONDIMENTI

ministero della salute

 

Ministero della Salute "FAQ Ondate di Calore"

 

 

 

 

 

                               

                               

                               

                               

                               

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